Ridurre l'impronta di carbonio aziendale: dalla rendicontazione all'azione

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5-mag-2026 18.08.48
Ridurre l'impronta di carbonio aziendale: strategie e azioni mirate
14:25

Che sia per la crescente urgenza climatica o per rispondere a requisiti di certificazione come EcoVadis, ottenere un punteggio CDP o validare i propri obiettivi tramite l'SBTi, misurare l'impronta di carbonio non è più una scelta opzionale o un semplice "nice-to-have" per le aziende. Negli ultimi anni, le rendicontazioni, sia volontarie che obbligatorie, sono aumentate esponenzialmente. Il cambiamento del panorama di mercato è imminente: chi non si adegua rischia non solo un danno reputazionale, ma anche un impatto negativo sui propri risultati finanziari. 

Cos'è l'impronta di carbonio di un'azienda? 

L'impronta di carbonio (carbon footprint) rappresenta il totale delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) generate da un'azienda in un determinato periodo. Queste emissioni non derivano solo dalle attività dirette dell'impresa, ma anche dalla sua catena di fornitura e dall'intero ciclo di vita dei suoi prodotti. Per organizzarle in modo strutturato, il GHG Protocol le suddivide in tre "Scope":

  • Scope 1: comprende le emissioni dirette provenienti da fonti di proprietà o controllate dall'azienda, come il combustibile utilizzato dai veicoli aziendali o dalle caldaie.
  • Scope 2: include le emissioni indirette derivanti dalla generazione di energia elettrica, vapore, riscaldamento e raffreddamento acquistati e consumati dall'azienda.
  • Scope 3: comprende tutte le altre emissioni indirette che si verificano lungo l'intera catena del valore, sia a monte (upstream) che a valle (downstream), come quelle derivanti dall'acquisto di materie prime, dai viaggi casa-lavoro dei dipendenti, dall'uso dei prodotti venduti e dallo smaltimento dei rifiuti.

Insieme, questi tre Scope offrono una visione completa dell'impatto climatico di un'organizzazione.

Come misurare la propria impronta di carbonio?

Per calcolare il proprio impatto, le organizzazioni in Europa seguono solitamente framework riconosciuti come il GHG Protocol, la norma ISO 14064, o il Bilan Carbone® (in Francia), allineandosi sempre più ai requisiti ESRS previsti dalla direttiva CSRD. Il processo si articola generalmente in tre fasi:

  1. Identificazione delle fonti di emissione di tutte le sorgenti rilevanti nei tre Scope (1, 2 e 3), includendo le operazioni dirette, la catena di fornitura e i prodotti.
  2. Raccolta dei dati delle attività, quali il consumo di carburante, l'uso di elettricità, i volumi di materiali acquistati o i chilometri percorsi.
  3. Applicazione dei fattori di emissione (coefficienti standardizzati) che convertono i dati di attività in emissioni di CO₂ equivalente (es. kg di CO₂ per litro di diesel). I fattori di emissione sono pubblicati da organismi autorevoli come l'IPCC, l'IEA o le agenzie nazionali.

L'adozione di metodologie standardizzate garantisce la trasparenza, supporta una rendicontazione di sostenibilità accurata e assicura la conformità alle normative europee e nazionali.

Perché misurare l'impronta di carbonio?

Misurare l'impronta di carbonio non è solo una pratica ambientale responsabile, ma anche un obbligo normativo in molti paesi. In Francia, ad esempio, l'Articolo L229-25 del Codice dell'Ambiente impone a determinate organizzazioni di misurare e rendicontare le proprie emissioni di gas a effetto serra. Nello specifico, le aziende con più di 500 dipendenti (250 nei territori d'oltremare) e gli enti pubblici con oltre 250 addetti devono pubblicare sia l'inventario delle emissioni che un piano di riduzione. Per le imprese, questo report deve essere aggiornato ogni tre anni, mentre per le amministrazioni pubbliche la frequenza è quadriennale.

Tuttavia, la conformità normativa è solo una parte del quadro. La misurazione dell'impronta di carbonio genera un chiaro valore aziendale: aiuta le aziende a individuare opportunità di risparmio sui costi tramite l'efficienza energetica, facilita l'accesso alla finanza agevolata (green financing) e rafforza la reputazione presso gli stakeholder. Analizzando le emissioni degli Scope 1, 2 e 3, le organizzazioni possono identificare le aree di maggior impatto, dare priorità alle risorse e implementare azioni climatiche mirate e misurabili. In definitiva, questo processo non serve solo ad allinearsi alle regolamentazioni, ma prepara strategicamente l'azienda alla transizione low-carbon e alle crescenti aspettative del mercato.

Come misurare l'impronta di carbonio in azienda?

Condurre un'analisi delle emissioni richiede un approccio strutturato per garantire accuratezza e conformità agli standard riconosciuti. Le aziende possono avvalersi di metodologie consolidate, strumenti digitali e competenze interne o esterne, a seconda delle proprie dimensioni, risorse e obiettivi.

La metodologia Bilan Carbone® dell'ADEME

In Francia, uno dei framework più autorevoli è il Bilan Carbone® dell'ADEME, una metodologia concepita per aiutare le organizzazioni a quantificare e ridurre le proprie emissioni di gas serra. Il processo si articola generalmente in tre fasi chiave:

  1. Definizione dei perimetri – stabilire il perimetro organizzativo (filiali, siti, business unit), l'arco temporale e l'ambito operativo (categorie da 1 a 6).
  2. Raccolta dati – reperimento dei dati di attività, come consumi di carburante ed elettricità, distanze percorse, materie prime acquistate o volumi di rifiuti prodotti.
  3. Calcolo delle emissioni – selezione dei fattori di emissione dai database ADEME per convertire i dati di attività in CO₂e.

L'ADEME fornisce linee guida dettagliate, riferimenti settoriali e strumenti di calcolo per standardizzare il processo, garantendo coerenza tra le diverse industrie e facilitando la rendicontazione prevista da regolamentazioni quali l'Articolo L229-25 del Codice dell'Ambiente.

Il supporto di ClimateSeed per misurare e ridurre la vostra impronta di carbonio

ClimateSeed offre un servizio di consulenza avanzata supportato dal nostro software GEMS, che permette alle aziende di monitorare, analizzare e gestire le emissioni con facilità. Ogni progetto di misurazione delle emissioni di gas serra include il supporto di un consulente esperto dedicato, l'accesso completo a GEMS, formazione sulla contabilità del carbonio (carbon accounting) e assistenza nella definizione delle strategie di raccolta dati. Oltre alla misurazione dell'impronta di carbonio, ClimateSeed accompagna le organizzazioni nella definizione di obiettivi di riduzione allineati ai Science-Based Targets e nella co-progettazione di piani di transizione attraverso workshop per gli stakeholder e analisi approfondite, garantendo una strategia di decarbonizzazione concreta e a lungo termine.

Azioni concrete per ridurre l’impronta di carbonio

Ridurre la carbon footprint aziendale richiede non solo la misurazione delle emissioni, ma anche l'attuazione di interventi mirati nei settori dell'energia, della mobilità, degli acquisti e nel coinvolgimento dei dipendenti. Queste iniziative possono ridurre significativamente le emissioni di gas serra, generando al contempo risparmi sui costi, opportunità di innovazione e una più solida reputazione in ambito CSR.

Consultate il nostro articolo sui 7 passi per ridurre l'impronta di carbonio della vostra azienda.

Ottimizzazione energetica degli edifici

Gli edifici rappresentano una fonte di emissioni comune a tutte le imprese, legata principalmente al riscaldamento, alla climatizzazione e all'elettricità. Anche se spesso costituiscono solo una quota limitata delle emissioni totali, queste possono essere ridotte in modo piuttosto diretto. Il primo passo consiste nel realizzare un audit energetico per identificare le inefficienze e stabilire le priorità di intervento. Da qui, le aziende possono ridurre i consumi e le relative emissioni migliorando l'isolamento termico, installando apparecchiature ad alte prestazioni (come l'illuminazione a LED o moderni sistemi HVAC) o adottando sistemi di gestione centralizzata che monitorano e ottimizzano il consumo energetico in tempo reale. Tali misure riducono non solo le emissioni di gas serra, ma anche i costi operativi.

Mobilità e trasporti

Anche le politiche di mobilità aziendale incidono sull'impronta emissiva. Le aziende possono ridurre il proprio impatto passando a flotte di veicoli elettrici o ibridi, incoraggiando il carpooling e la mobilità condivisa e promuovendo il lavoro a distanza e le riunioni online. Inoltre, è possibile intervenire sulle emissioni derivanti dalla logistica ottimizzando il trasporto delle merci con una pianificazione intelligente delle rotte e dando priorità a vettori che utilizzano flotte elettriche o biocarburanti.

Acquisti responsabili ed eco-design

Ciò che un'azienda acquista, e il modo in cui progetta i propri prodotti, influenza profondamente il suo impatto climatico. Privilegiare fornitori con una bassa impronta di carbonio e acquisti a km zero (sourcing locale), insieme all'integrazione di principi di eco-design come l'uso di materiali riciclabili e la progettazione modulare, aiuta a minimizzare le emissioni lungo l'intera catena del valore e il ciclo di vita del prodotto. Queste pratiche migliorano inoltre la resilienza aziendale e rispondono alla crescente domanda di prodotti sostenibili da parte dei consumatori.

Sensibilizzazione e formazione dei dipendenti

Un cambiamento duraturo dipende dalle persone. Programmi di formazione, sfide ecologiche (come le settimane "bike-to-work") e sondaggi periodici sul coinvolgimento aiutano i dipendenti a comprendere il proprio ruolo nel percorso di sostenibilità dell'azienda. Condividere i risultati in modo trasparente e celebrare i traguardi raggiunti rafforza la motivazione e trasforma il personale in ambasciatore del cambiamento, integrando la sostenibilità nel lavoro quotidiano.

Monitoraggio, gestione e comunicazione dei risultati

Una strategia di riduzione delle emissioni è efficace solo se monitorata nel tempo, gestita con precisione e comunicata in modo trasparente. Questo garantisce che gli impegni si traducano in progressi misurabili e che gli stakeholder riconoscano gli sforzi dell'azienda verso la decarbonizzazione.

Per monitorare i progressi, le aziende dovrebbero stabilire dei KPI allineati ai propri obiettivi climatici, come le emissioni assolute e relative di gas serra (GHG), l'efficienza energetica (kWh per m² o per unità prodotta), indicatori di mobilità (come la quota di veicoli a basse emissioni) e metriche sulla catena di fornitura (come la percentuale di fornitori eco-certificati). L'utilizzo di dashboard con visualizzazione automatizzata facilita il monitoraggio dei trend, il confronto tra i diversi siti e l'aggiustamento delle strategie, mentre l'integrazione in dashboard ESG più ampie assicura la coerenza con la rendicontazione finanziaria e operativa.

Oltre al monitoraggio interno, le organizzazioni devono far fronte a crescenti obblighi di reporting. Nell'UE, la CSRD e la EU Taxonomy richiedono una divulgazione dettagliata, mentre in Francia l'Articolo L229-25 impone la rendicontazione delle emissioni di gas serra per determinate entità. Una comunicazione trasparente non solo garantisce conformità, ma aumenta anche la fiducia degli investitori, clienti, dipendenti e autorità di regolamentazione, rafforzando al contempo la credibilità per l'accesso a finanziamenti agevolati, gare d'appalto o certificazioni.

Andare oltre significa trasformare i risultati in opportunità di coinvolgimento e leadership. Pubblicare casi studio, condividere le lezioni apprese e celebrare i traguardi raggiunti può ispirare dipendenti e partner, mentre contribuire alle piattaforme di settore aiuta a diffondere le migliori pratiche. Combinando KPI solidi, reporting trasparente e comunicazione aperta, le aziende rafforzano la fiducia degli stakeholder e si posizionano come attori climatici proattivi.

Il percorso strategico: trasformare la consapevolezza in azione

Il mondo aziendale è giunto a un punto di svolta. L’idea che calcolare l'impronta di carbonio sia un'attività facoltativa o di contorno è ormai superata. Con l’entrata in vigore di normative più rigide, come la CSRD in Europa e l'Articolo L229-25 in Francia, e la richiesta di maggiore trasparenza da parte di investitori e consumatori, misurare e gestire le emissioni di gas serra è diventato un elemento centrale della strategia d'impresa. Al di là degli obblighi di legge, un’impronta di carbonio completa offre una guida pratica per migliorare la resilienza e la stabilità finanziaria dell'azienda. È il primo passo per individuare risparmi sui costi grazie all'efficienza energetica, costruire relazioni più solide con i fornitori e rafforzare la reputazione del marchio in un mercato sempre più attento al clima.

Il percorso verso un'economia a basse emissioni non è un progetto isolato, ma un ciclo continuo di misurazione, intervento e comunicazione. Utilizzando metodologie standard come il GHG Protocol e il Bilan Carbone® dell'ADEME, le aziende possono individuare con precisione le proprie principali fonti di emissione, dalle attività dirette (Scope 1) all'intera catena del valore (Scope 3). Questo approccio basato sui dati permette di definire strategie di riduzione mirate, come l'ottimizzazione energetica degli edifici, il passaggio a trasporti sostenibili o l'adozione di politiche di acquisto responsabili. Allo stesso modo, l'impegno nel monitorare i progressi e nel comunicare i risultati in modo trasparente è fondamentale per ottenere la fiducia degli stakeholder e promuovere una cultura di responsabilità interna. In un contesto segnato dall'urgenza climatica, le aziende che affrontano questa sfida in modo proattivo non solo rispetteranno i propri obblighi, ma otterranno un vantaggio competitivo, posizionandosi come realtà pronte a crescere nell'economia sostenibile di domani.

Q&A

Come può un'azienda ridurre la propria impronta di carbonio?

Attraverso interventi mirati negli ambiti dell'energia, della mobilità, degli acquisti e della sensibilizzazione.

 

Perché effettuare un'impronta di carbonio?
Per identificare le fonti di emissione, rispettare gli obblighi di legge e accedere a finanziamenti agevolati (green financing). 
Quali sono le principali fonti di emissione per un'azienda?

Le emissioni dello Scope 1 (dirette), dello Scope 2 (energia acquistata) e dello Scope 3 (fornitori, trasferte, utilizzo dei prodotti).



 

Chi è soggetto all'obbligo di rendicontazione dell'impronta di carbonio?
Le aziende con più di 500 dipendenti in Francia metropolitana e più di 250 nei territori d'oltremare, con cadenza quadriennale (Articolo L229-25).
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