Di fronte all'emergenza climatica e ai crescenti impegni verso la neutralità carbonica globale, sempre più aziende intraprendono iniziative di contribuzione climatica attraverso il Mercato Volontario del Carbonio (VCM). In questo contesto, i crediti di carbonio non sono tutti uguali ed è fondamentale comprendere come confrontarli per poter assumere decisioni informate e responsabili.
Il mercato volontario del carbonio si basa su metodologie specifiche, adattate a ciascuna tipologia di progetto e disciplinate da standard di certificazione. Ogni progetto mira a ridurre o sequestrare le emissioni di gas a effetto serra (GHG). Un credito di carbonio rappresenta una tonnellata metrica di CO₂ (o equivalente) evitata o rimossa dall'atmosfera. Tuttavia, la qualità, l'impatto e l'affidabilità di questi crediti possono variare in modo significativo. Pertanto, la capacità di distinguere tra le diverse tipologie di crediti di carbonio è fondamentale.
Di seguito sono riportati gli elementi chiave per aiutarvi a comprendere meglio le tipologie di crediti di carbonio disponibili.
Esistono due categorie principali di crediti di carbonio, basate sul rispettivo meccanismo di azione climatica:
L'evitamento genera un impatto immediato ma può presentare una minore permanenza, mentre la rimozione offre benefici più stabili e a lungo termine, sebbene con un effetto più lento. Alcune iniziative, come l'agricoltura rigenerativa, possono combinare entrambi gli approcci.
Oltre al loro impatto climatico, i crediti di carbonio vengono classificati anche in base alla tipologia di progetto che li genera:
Ogni tipologia di progetto possiede caratteristiche specifiche in termini di costi, permanenza, profili di rischio e co-benefici. La chiave risiede nell'adozione di una strategia di contribuzione climatica equilibrata, costruendo un portafoglio di crediti di carbonio diversificato con impatti differenti e, soprattutto, garantendo l'elevata qualità dei crediti selezionati.
Un credito di carbonio di alta qualità rappresenta una tonnellata di CO₂ realmente evitata o sequestrata e deve soddisfare i seguenti criteri:
Alcuni crediti superano questi requisiti minimi offrendo co-benefici ambientali o sociali, come la conservazione della biodiversità, il miglioramento della salute pubblica o l'incremento del reddito locale, che spesso si allineano a diversi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite.
I crediti di qualità superiore possono ottenere l'etichetta Core Carbon Principles (CCP), rilasciata dall'Integrity Council for the Voluntary Carbon Market (ICVCM), che certifica il rispetto dei più rigorosi standard internazionali.
Fondato nel 2003 dal WWF e altre ONG, Gold Standard si focalizza su progetti con un forte impatto sociale e ambientale. Copre principalmente: progetti basati sulla natura (es. conservazione delle foreste, riforestazione), iniziative comunitarie (es. cookstoves efficienti, accesso all'acqua), efficienza energetica ed energie rinnovabili. Gold Standard è rinomato per i suoi rigorosi requisiti sui co-benefici, offrendo crediti altamente tracciabili e trasparenti, spesso a un prezzo di mercato superiore.
Gestito da Verra, VCS è lo standard più diffuso a livello globale e copre quasi ogni tipologia di progetto. Sebbene alcune metodologie siano state oggetto di dibattito, rimane il punto di riferimento del mercato. Per rafforzare le dimensioni sociali e ambientali, Verra offre certificazioni integrative:
Questi label e tag aggiuntivi aiutano gli acquirenti ad allineare i propri acquisti a priorità specifiche: biodiversità, impatto sociale, innovazione tecnologica, ecc.
Il panorama degli standard include inoltre Plan Vivo, focalizzato su iniziative comunitarie di piccola scala e progetti agroforestali, oltre ad ACR e CAR, che operano prevalentemente nel contesto nordamericano con focus su specifiche regioni o tipologie progettuali.
Sul fronte dell’innovazione tecnologica e dell'economia circolare, emergono invece standard specializzati come Puro, Isometric e Rainbow.
Nel mercato volontario del carbonio (VCM), il prezzo di un credito è influenzato da: domanda e offerta di mercato, tipologia di progetto e relativi costi di implementazione, ubicazione geografica (manodopera e infrastrutture), standard di certificazione e presenza di co-benefici, che possono determinare l'applicazione di un prezzo premium.
Tra il 2020 e il 2024, i prezzi hanno subito forti fluttuazioni: una crescita costante fino al 2022, seguita da una flessione dovuta alle preoccupazioni sulla qualità dei crediti e sulla trasparenza. Le previsioni per il 2025 e il 2026 indicano una ripresa dei prezzi, in particolare per i crediti di qualità superiore.
Confrontare i crediti di carbonio permette di distinguerne l'impatto, la natura e il costo. I crediti di evitamento (avoidance) riducono le emissioni rapidamente, ma talvolta con effetti meno durevoli, mentre i crediti di sequestro (sequestration) offrono un'azione più stabile seppur progressiva.
I progetti basati sulla natura (Nature-based solutions) generano, in linea generale, ampi volumi di crediti con numerosi co-benefici, ma comportano un elevato rischio di non-permanenza. Nel portafoglio di ClimateSeed, i loro prezzi variano da 4 € a 100 € per l'evitamento e da 15 € a 100 € per la rimozione.
I crediti basati sulle comunità (Community-based), anch'essi emessi in grandi volumi e ricchi di benefici per la biodiversità e il sociale, sono spesso di tipo ex-post e accessibili, con prezzi contenuti tra i 5 € e i 15 €.
I progetti tecnologici, come le energie rinnovabili, richiedono elevati investimenti iniziali ma presentano bassi costi di manutenzione; forniscono crediti affidabili con un basso rischio di non-permanenza e sono tra i più economici sul mercato (da 2 € a 10 €).
Al contrario, i progetti di rimozione ibrida o ingegneristica generano volumi ridotti di crediti con meno co-benefici, ma un'elevata permanenza. I loro prezzi, tuttavia, sono significativamente più alti: da 100 € a 600 € per le soluzioni ibride e da 100 € a oltre 1.000 € per i progetti ingegneristici.
In sintesi, i crediti di carbonio disponibili sul mercato sono estremamente diversificati. Per massimizzare il proprio impatto climatico limitando al contempo i rischi, si raccomanda di adottare un approccio di portafoglio.
L'approccio ideale consiste nel garantire la qualità dei crediti selezionati, affidandosi spesso ai principali attori del mercato, nel diversificare le tipologie di progetto per ottenere un impatto equilibrato e nel ricercare una consulenza esperta per costruire una strategia di contribuzione climatica che sia coerente, credibile e significativa.
Da ClimateSeed, supportiamo i nostri clienti nella creazione di un portafoglio di progetti di carbonio adattato alle loro specifiche esigenze e sfide.
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Fonti: