Ogni anno il Black Friday e le festività di fine anno provocano un’accelerazione dell'attività logistica senza precedenti. Tra picchi di consegne, incremento delle emissioni di CO₂ e forte pressione sulle flotte di trasporto, l’impatto ambientale è significativo. Di seguito una panoramica delle tendenze osservate in Italia, in Francia, e in Europa, insieme ad alcune strategie proposte per limitarne gli effetti.
Dietro ogni “offerta imperdibile” si nasconde una catena logistica messa a dura prova. Gli acquisti online generano imballaggi, passaggi attraverso hub e magazzini, ed oltre migliaia di chilometri percorsi prima della consegna finale.
I dati del settore mostrano che un aumento della domanda comporta automaticamente più tragitti, più ore con il motore acceso e un consumo maggiore di carburante. Durante il Black Friday, questa iperattività può generare un incremento delle emissioni di CO₂ e dei consumi fino al 6% rispetto alle settimane precedenti e successivi [2].
Il Black Friday 2024 mostra chiaramente quanto questo fenomeno gravi sulla logistica. Nel 2024 in Francia, l’80% dei consumatori ha effettuato almeno un acquisto durante il Black Friday, con una partecipazione particolarmente alta tra i 18 e i 34 anni (83%) [3].
Gli acquisti sono aumentati sia nei negozi fisici sia online: i centri commerciali hanno registrato 12 milioni di visitatori sabato 30 novembre 2024, mentre le transazioni online sono cresciute dell’11%, di cui il 70% effettuate via smartphone. Nonostante la crescita dei volumi, la spesa complessiva è diminuita del 4%, segno di una maggiore selettività nella ricerca delle offerte.
In questo periodo, le grandi piattaforme e-commerce restano i principali beneficiari. In Francia, Amazon ha attirato 8,6 milioni di visite, molto più di Cdiscount, Fnac.com o AliExpress (circa 2 milioni ciascuno). Alcune categorie di prodotti registrano veri e propri picchi, come l’arredamento e l’equipaggiamento per la casa, che hanno generato 808 milioni di euro, pari a un +149% rispetto a una settimana normale. Queste tendenze confermano che il Black Friday è un momento chiave per i consumi e un fattore cruciale di sovraccarico delle reti logistiche.
In Europa, il trasporto su strada delle merci destinate a magazzini e punti vendita genera oltre 1 milione di tonnellate di CO₂ nella settimana del Black Friday, cioè il 94% in più rispetto a una settimana normale [4]. L’inquinamento prodotto in soli sette giorni equivale alle emissioni annuali dell'intera flotta di camion della Bulgaria o a circa 3.500 voli di andata e ritorno Parigi-New York.
In Italia, ad esempio, si stima che nello stesso periodo vengano emesse fino a 500.000 tonnellate di CO₂, mentre i camion percorrono il paese e l'Europa per far fronte alla domanda crescente, sia online sia in negozio.
Il settore affronta diversi ostacoli strutturali:
I dati forniti dai partner logistici sono spesso incompleti, i tragitti reali differiscono da quelli pianificati, e la mancanza di sistemi integrati di monitoraggio porta a errori nel reporting, anche quello ambientale.
Per colmare queste lacune, le aziende possono far riferimento a metodologie riconosciute a livello internazionale, come il GHG Protocol.
Documenti quali il GHG Protocol – Technical Guidance for Scope 3 e il GHG Protocol – Corporate Standard offrono linee guida operative per calcolare le emissioni dei trasporti, consentendo l'utilizzo di diversi approcci, come: l'estrapolazione da campioni rappresentativi, stime basate sui dati del settore, calcoli basati su dati finanziari con fattori di emissione monetari, e estrapolazioni statistiche da campioni rappresentativi di fornitori simili.
Questi strumenti permettono alle aziende di ottenere una valutazione affidabile del proprio impatto anche in assenza di dati completi, garantendo maggiore trasparenza e precisione nel reporting.
Nonostante le difficoltà, esistono soluzioni concrete per ridurre l’impatto della logistica. L’ottimizzazione dei percorsi, la consolidazione delle consegne e l’utilizzo di veicoli elettrici o ibridi sono pratiche sempre più diffuse. Anche l’analisi dei dati tramite intelligenza artificiale permette di prevedere i picchi di attività e ridurre il tempo di motore acceso.
Cresce inoltre l’attenzione verso catene di fornitura sostenibili e opzioni di consegna “green”, soprattutto per l’ultimo miglio, così come la domanda di consulenti specializzati e strumenti digitali in grado di calcolare precisamente le emissioni di Scope 1, 2 e 3. In ClimateSeed possiamo supportare le aziende nella misurazione e nella riduzione delle loro emissioni: non esitare a contattarci per scoprire il nostro metodo di accompagnamento.
Nei prossimi 3-5 anni, è prevedibile una transizione verso un modello più sostenibile, favorendo fornitori locali per ridurre le distanze percorse, integrando criteri ESG nella selezione dei partner e ottimizzando imballaggi, ordini e magazzini per diminuire i tempi di stoccaggio.
Il Black Friday amplifica sensibilmente l’impatto ambientale della logistica. Misurare con precisione le emissioni di Scope 3 è il primo passo per definire strategie efficaci di riduzione.
I picchi stagionali aumentano i consumi, ma rappresentano anche un’occasione per innovare: dall’uso intelligente dei dati alla transizione verso flotte più sostenibili, la tecnologia può guidare verso una logistica più efficiente. Il settore affronta una sfida storica, ma anche un’opportunità concreta per contribuire alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.